La Sicilia rivela la beffa del reddito di cittadinanza

La Sicilia rivela la beffa del reddito di cittadinanza

Il grande caos sul “Reddito di Cittadinanza”.
I furbetti che hanno un lavoro in nero e percepiscono oltre 700€ con il reddito di cittadinanza, e ora l’invio di SMS per dare loro avviso per dare informazione se sono in regola sulla domanda o richiesta fatta per ottenere questi benefici. Poche parole per definire questa manovra confusa e per nulla chiara. Chi avrebbe realmente bisogno, ma non di elemosine, semmai di un lavoro reale, si trova a combattere con burocrazie e leggi ancora non del tutto chiare e legiferate, insomma: caos totale!


Del reddito di cittadinanza potrà beneficiarne chiunque abbia perso il lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia di povertà: nel primo caso verrà erogato il contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato provvederà ad integrare il reddito fino a quota 600. L’importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l’aiuto verrà erogato ad ogni membro. Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l’importo del sostegno.Che andrà ad integrare anche le pensioni minime.I centri per l’impiego offriranno a chi è disoccupato fino a 3 offerte di lavoro “congrue”, ovvero adatte al suo curriculum: “Se uno è laureato in ingegneria non gli si può chiedere di fare il giardiniere”.Al terzo rifiuto, si perde il diritto al reddito”.

E’ UNA BUFALA perchè

I riferimenti normativi e testuali sono praticamente inesistenti.
Il pezzo è costruito attingendo a piene mani da altri pezzi che l’anno scorso hanno raccontato la proposta del M5S per la riforma del sussidio di disoccupazione, presentata come una proposta di reddito di cittadinanza.
La fonte sarebbe una pressoché sconosciuta “Gazzetta del giorno”… gazzetta gazzetta dove l’ho sentita ?…
*Fonte “Bufala.net“.

Di seguito l’articolo di Alessandro Sofia, giornalista di FuturaPress.it:

Sono 162.000, ma le offerte di lavoro sono 200. La Sicilia smaschera il reddito di cittadinanza o, meglio, rivela quel che, per ora, è: una rivoluzione con le armi di carta.

Il provvedimento voluto dal Movimento 5 Stelle ha finora resistito alle accuse di “assistenzialismo camuffato”, di “manovra elettorale acchiappa vota”, di essere, peggio ancora, “una sorta di voto di scambio autorizzato”, perché il dispositivo impone un Patto per il lavoro, cioè il percorso che dovrebbe dare un’opportunità a chi ha il diritto al sostegno economico e che avrebbe il dovere di accettare l’impiego proposto, poiché in caso contrario perderebbe il sussidio.

Oggi al via la seconda fase, quella che, appunto, dovrebbe offrire quelle opportunità promesse, ma che i Centri per l’impiego non hanno.

La fetta più grande della folla di siciliani idonei al lavoro che percepiscono il reddito di cittadinanza non riceverà offerte, perché, sì, sono soltanto 200 quelle attualmente disponibili in una Sicilia eternamente impreparata a tutto.

O, semplicemente, drammaticamente, la Sicilia rivela quel che l’Italia è: un Paese che pure nella sofferenza è a due velocità, col Sud patologicamente stagnante, inaridito, deprivato, mortificato. Quel che si sa da troppo, da sempre, e cioè che quaggiù il lavoro non c’è, che trovare un’occupazione dignitosa sa di miracolo, che si soffre in tutti i settori, con qualsiasi abito.

Quindi, l’Anpal Servizi, l’agenzia del ministero del Lavoro che gestisce il reddito di cittadinanza, lancia la seconda fase, quella delle convocazioni, nell’Italia alla quale appartiene la Sicilia desertificata, quella che fa fuggire oltre lo Stretto per cercare di garantirsi la quotidianità.

La Sicilia dove dovrebbero cominciare i colloqui per avviare la procedura che permetterebbe di non avere più bisogno di un sussidio, dove dovrebbero cominciare i colloqui previsti da quel Patto per il lavoro che, quaggiù, dovrebbe cambiare nome in Patto per il miraggio, Patto per la beffa, la solita, odiosa, insopportabile beffa.”


A Voi Amici di Sardigna.eu, le dovute conclusioni e riflessioni.

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